Cos’è davvero la regolazione emotiva
(e cosa non è)
Autoregolare le nostre emozioni è l’Arte di stare e di sentire, senza esplodere.
In altre parole, per regolazione emotiva si intende la nostra capacità di riconoscere un’emozione, modularne l’intensità e la durata, scegliere una risposta coerente e funzionale nel contesto in cui ci troviamo, comprendere il significato di quella emozione (e quindi a cosa serve).
Un errore comune è credere che regolazione equivalga a controllo.
Ma essere regolati non significa tenere le emozioni al guinzaglio, oppure non provarle o non sentirle affatto.
Non si tratta di reprimere le emozioni.
Non significa essere sempre calmi.
Quando siamo regolati emotivamente sentiamo forte e chiaro tutto quello che proviamo, troviamo il nome giusto per ogni emozione e sentimento, ma rimaniamo “padroni di noi stessi” e delle nostre reazioni.
Non rispondiamo in modo impulsivo e disregolato (per esempio urlando o lanciando oggetti per la rabbia) ma restiamo in contatto con l’emozione e la esprimiamo in un modo non distruttivo, per noi e per l’Altro.
La regolazione emotiva avviene a due livelli
- Bottom-up: coinvolge il corpo, l’attivazione fisiologica e il sistema nervoso autonomo.
- Top-down: ha a che fare con il linguaggio, l’attribuzione di significato ed i processi cognitivi.
Quando questi due sistemi dialogano, l’emozione diventa informazione.
Quando non dialogano, andiamo in sovraccarico e ci disregoliamo.
La regolazione bottom-up può avvenire, per esempio, attraverso le tecniche di respirazione, il movimento corporeo, l’ancoraggio ai cinque sensi. Questo processo “dal basso” riporta nel nostro corpo un senso di sicurezza e calma, rendendo possibile attivare anche i pensieri e i processi “alti” – mentali – più funzionali (ad esempio, potremmo interrompere i pensieri catastrofici).
La regolazione top-down prevede l’attivazione di processi più che altro mentali, cognitivi appunto, utilizzando il pensiero come strumento per dare senso e interpretare gli eventi che ci attivano emotivamente (ad esempio, possiamo usare il dialogo interno per dirci qualcosa di rassicurante). Questo processo “dall’alto” può abbassare l’attivazione fisiologica (ad esempio, sentiremo il battito cardiaco calmarsi).
Perché la regolazione emotiva è così importante
Disregolarsi emotivamente spesso ci conduce a reagire in modo esagerato, incoerente e poco funzionale, soprattutto all’interno delle relazioni con gli altri.
Lavorare sulla nostra capacità di regolare le emozioni ci apre alla possibilità di vivere rapporti più autentici, sereni e basati sul dialogo e la comprensione reciproca.
La regolazione emotiva è il fondamento di una buona comunicazione, in cui poter esprimere come ci sentiamo e di cosa abbiamo bisogno.
Inoltre, la regolazione emotiva è un fattore transdiagnostico: ansia, depressione, impulsività, ritiro sociale condividono spesso difficoltà regolative.
Avere una buona capacità di autoregolazione può essere un fattore protettivo per il benessere mentale ed emotivo.
Ho parlato di emozioni anche nella nuova rubrica “Leggere tra le righe“, che scrivo per Studio Progetto Vita l’ultimo venerdì di ogni mese e in cui consiglio tre libri e un film per tutte le età per approfondire una tematica psicologica.
Se vuoi leggere l’Episodio 1 sulle emozioni,CLICCA QUI.
Riferimenti bibliografici per approfondire
- Gross, J. J. (1998). The emerging field of emotion regulation. Review of General Psychology.
- Aldao, A., Nolen-Hoeksema, S., & Schweizer, S. (2010). Emotion-regulation strategies across psychopathology. Clinical Psychology Review.



