Perché non riesco a parlare di sesso con il partner?

Condividere ciò che desideriamo può farci sentire molto più esposti di quanto immaginiamo.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Sessuale (4 settembre 2026), ho deciso di dedicare uno spazio ad alcune difficoltà molto comuni di cui, però, spesso facciamo fatica a parlare: il desiderio che cambia, la difficoltà a lasciarsi andare e quella di comunicare la propria sessualità all’interno della coppia.

Prendersi cura della propria salute sessuale non significa soltanto occuparsi di ciò che “non funziona”, ma imparare a conoscere e ascoltare una parte di noi, importante quanto le altre.

Sul blog di Studio Progetto Vita trovi il mio approfondimento sui concetti di salute e benessere sessuale.

Possiamo avere rapporti sessuali con una persona per anni e non riuscire mai a dirle davvero che cosa ci piace.

Sembra un paradosso. Condividiamo il corpo, ma alcune parole rimangono difficilissime da pronunciare.

“Mi piacerebbe che…”
“Questo non mi piace molto.”
“Vorrei provare…”
“Ultimamente ho meno voglia.”

A volte speriamo semplicemente che l’Altro lo capisca (o abbiamo la pretesa che lo faccia).
E quando non succede possiamo sentirci poco conosciuti, poco desiderati o poco compresi.

Ma parlare di sesso non è sempre facile!

Perché parlare di sesso è più difficile che farlo

Parlare della propria sessualità prevede di raccontare qualcosa di molto intimo.

Non soltanto ciò che facciamo, ma anche ciò che desideriamo, le nostre fantasie, le nostre insicurezze, i nostri limiti e curiosità.
Le cose che ci eccitano e quelle che invece ci fanno allontanare.

E questo, potenzialmente, ci espone al giudizio dell’Altro (che potrebbe anche non arrivare mai).

E se pensa che sono strano/a?
E se ci rimane male?
E se pensa che non mi soddisfa?
E se mi dice di no?

Il silenzio, allora, può diventare un meccanismo di difesa.
Non dico quello che desidero, così non rischio che venga rifiutato.
Non dico quello che non mi piace, così non rischio di ferirti.

Ma quello stesso silenzio che ci protegge dal disagio può, nel tempo, creare distanza.

Dovrebbe capirlo, dovrebbe saperlo

Nelle relazioni abbiamo spesso, molto spesso, un’aspettativa implicita, che suona come una pretesa:

se mi conosci davvero, dovresti sapere cosa desidero.

Nella sessualità questa convinzione può manifestarsi particolarmente forte.

Se devo spiegarti come toccarmi, forse non c’è abbastanza intesa tra di noi.
Se devo chiederti qualcosa, forse perdiamo spontaneità.
Se ti dico che una cosa non mi piace, forse penserai di non essere abbastanza bravo/a.

Eppure, la realtà è così semplice.
Nessuno può conoscere completamente il corpo e il desiderio di un’altra persona senza che quella persona partecipi alla scoperta.

Anche perché ciò che ci piace può cambiare: con persone diverse, in momenti diversi.
Persino da un giorno all’altro!

Parlare di sesso non equivale a fare una critica

Una delle difficoltà più grandi che incontro nel mio lavoro, soprattutto con le coppie, è che spesso iniziamo a parlare della sessualità solo quando qualcosa non funziona più.

“Non lo facciamo più.”
“Tu non mi cerchi mai.”
“Non ti interessa quello che piace a me.”

La conversazione in questo modo parte già da una posizione di frustrazione.
Diventa facilmente un confronto su chi abbia ragione, chi desideri troppo, chi troppo poco, chi stia deludendo l’Altro.

Ma parlare di sesso dovrebbe equivalere a raccontare una parte di Sé.

“Mi sono accorto che ultimamente…”
“Mi piacerebbe capire insieme…”
“C’è una cosa che mi incuriosisce…”
“Mi piace molto quando…”
“Mi dà fastidio quella cosa…”

La sessualità diventa così qualcosa di cui parlare anche quando non c’è un problema da risolvere. Perché parlare di sesso è esplorazione, è conoscenza di Sé e dell’Altro, è esercizio di comunicazione tra partner, è intimità già di per sé.

Non si tratta soltanto di parlarne spesso

La ricerca su questo punto è particolarmente interessante.

Una meta-analisi su 93 studi e 38.499 persone ha rilevato un’associazione positiva tra comunicazione sessuale e soddisfazione sia sessuale sia relazionale. Ma c’è un dettaglio ancora più interessante: la qualità della comunicazione risultava più fortemente associata alla soddisfazione rispetto che alla semplice frequenza con cui si parlava di sesso. 

Quindi non basta “parlarne di più”. Conta molto di più come riusciamo a parlarne.

Un’altra meta-analisi, basata su 48 studi, ha esaminato specificamente la relazione tra comunicazione sessuale e diverse dimensioni del funzionamento sessuale, trovando complessivamente un’associazione positiva.

In altre parole, comunicare non garantisce automaticamente una vita sessuale soddisfacente.
Ma poter condividere desideri, preferenze, difficoltà e confini permette ai partner di conoscersi realmente anche, ma non solo, sul piano sessuale. È questo che migliora la soddisfazione nella coppia.

Possiamo dire anche ciò che non desideriamo

Parlare di sesso non è soltanto a dire “Vorrei provare questa cosa”.
Aprirci con il/la partner sulle nostre preferenze sessuali è anche di poter dire:

“Questo non mi va.”
“Oggi non ne ho voglia.”
“Così non mi piace.”
“Possiamo fermarci?”

Una sessualità soddisfacente non può dipendere soltanto dalla possibilità di esprimere il desiderio.
Occorre anche darsi la possibilità di esprimere limiti e consenso, sapendo che verranno rispettati.

La salute sessuale, del resto, comprende, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, proprio la possibilità di vivere esperienze sessuali piacevoli e sicure all’interno di un approccio rispettoso alla sessualità e alle relazioni.

Non dobbiamo parlare come degli esperti

Possiamo anche essere impacciati.
Possiamo arrossire.
Possiamo non sapere esattamente quali parole utilizzare.
Possiamo iniziare dicendo:

“Mi mette un po’ di vergogna parlarne, ma vorrei provarci.”

L’intimità non consiste nel riuscire a parlare di tutto senza provare disagio.
Poter portare quel disagio dentro la relazione e scoprire che c’è comunque spazio per ascoltarsi, che magari quel disagio è condiviso e non solo mio/tuo, che possiamo farlo sfumare insieme, è un’esperienza emotiva e relazionale preziosa per tutte le persone coinvolte.

Come può aiutare una consulenza psico-sessuologica

Quando parlare di sessualità porta sistematicamente al silenzio, all’evitamento o al conflitto, una consulenza sessuologica può offrire gli strumenti per comprendere cosa renda così difficile questa comunicazione.

A volte temiamo il giudizio. A volte il rifiuto. A volte non abbiamo mai imparato un linguaggio per parlare di sessualità. E altre volte siamo noi per primi a non sapere ancora bene che cosa desideriamo.

Nel lavoro psicologico non si tratta di imparare le “frasi giuste” da utilizzare con il partner.
Si lavora per costruire uno spazio, dentro di Sé e nella coppia, nel quale la sessualità possa diventare qualcosa che possiamo conoscere insieme, invece di qualcosa che ciascuno deve indovinare dell’Altro.

Riferimenti bibliografici per approfondire

  • Mallory, A. B., Stanton, A. M., & Handy, A. B. (2019), Couples’ Sexual Communication and Dimensions of Sexual Function: A Meta-Analysis, The Journal of Sex Research.
  • Mallory, A. B. (2022), Dimensions of couples’ sexual communication, relationship satisfaction, and sexual satisfaction: A meta-analysis, Journal of Family Psychology, 36(3), 358–371.

ATTENZIONE!
I contenuti di questo blog sono informativi e non sostituiscono una valutazione clinica.

Non possono essere utilizzati per fare diagnosi né come indicazioni terapeutiche.
Se senti il bisogno di supporto, rivolgiti a psicologi o psicoterapeuti iscritti all’Albo.